venerdì, 25 aprile 2008
Scritto dal lunatico Zagherro alle 17:41

Siamo tutti figli di genitori divorziati.
Dice Karl Popper che siamo soggetti, per lo meno quanti fra noi -dico io- sono dotati di raziocinio, a una tensione sociale. L'impatto emotivo su ciascuno di noi di questa tensione è assimilabile -sempre secondo Popper- a quello che ha sui figli il divorzio dei genitori. La tensione sociale deriva, scusate l'ovvietà, dalla società o, meglio, dalla società aperta. Quella della comunicazione, del pensiero critico, dall'invenzione della scrittura alfabetica in poi. Questo tipo di società è la nemesi di quella che la ha preceduta: la società tribale, quella in cui gli uomini si trovano in cooperazione meccanica per la soddisfazione dei propri istinti e delle proprie necessità. La fine di questa società avviene con la capacità di astrazione, con l'estensione dei nostri sensi e l'introduzione delle metafore. L'alfabeto è la rappresentazione di un concetto attraverso un segno senza senso corrispondente a un suono senza senso, la moneta è un oggetto che ha valore in quanto rappresenta una certa quantità di forza lavoro e così via. La moneta non si mangia, né una parola scritta ci dà alcun ritorno materiale.
Ecco che dunque l'apertura della tribù alla conoscenza, la sua accettazione delle metafore come mezzo pratico per il progresso, sviluppa la tensione sociale che è data dall'abbandono dei modelli rassicuranti della società tribale. Ogni scoperta, ogni avanzamento nella teconologia, nella fisica, nel descrizionismo scientifico fine a se stesso, ci fa fare un passo in avanti, portandoci sempre più lontano dal punto di partenza. E' un viaggio che si spera senza meta, in cui la meta è il viaggio stesso e il suo paesaggio. Nonostante ciò, ci sono momenti in cui si ha la sensazione di nostalgia di casa, in cui si fa forte la voglia di tornare bambini, di non avere preoccupazioni, di sentire ancora il calore del nido a proteggerci dal fuori. I modelli sociali alla deriva ci costringono a verire a compromessi con loro e fra l'istinto e la ragione nasce la tensione.
Ecco perché posso mangiare carne senza rimpianti
e guardo con timore al giorno in cui sarà completa la mappatura del nostro cervello.

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Mi hanno visto in *loading* e non ho un alibi.

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