Aneddotica classista.
chi cazzo ha detto che il blog è chiuso?
Me ne stavo bel bello su uno dei tavoloni di scuola dopo due ore di
ginnastica (sesta e settima), aspettando che arrivasse l'ora dei provini per il
palio di quest'anno. Tentavo di studiare Hegel. Sull'altro tavolone, tre
simpatiche ragazze di terza G erano intente a prepararsi degli specchietti
riassuntivi di storia per una prova la settimana successiva. Io tento di
leggere e memorizzare qualcosa ma è tutto inutile: quelle sono troppo rumorose;
i pettegolezzi e l'ultima pettinatura di una di loro sono gli argomenti
principali. stop. Fermiamoci un attimo e concediamoci una breve digressione.
Perché un ragazzino di terza media sceglie di andare al linguistico? La
risposta a questa domanda si trova in una catalogazione grossolana degli
individui che si trovano al linguistico (naturalmente esistono delle
eccezioni).
L'ingenuo: "Vado al linguistico perché così imparerò le lingue e
poi diventerò un interprete dei principali capi di stato mondiali senza neanche
bisogni di laurearmi. E' proprio quello che cerco." Poveretti quelli che
la pensano su questi toni. La cosa più triste è che veramente c'è della gente
che pensa di uscire con il diploma linguistico e sapere le lingue che ha
studiato. Quello che uscirà dal Petrarca linguistico sapendo inglese, francese
e tedesco deve ancora nascere.
Quello che io-il-greco-non-lo-faccio: "A che mi serve studiare il
greco antico, tanto son tutti morti quelli che lo parlavano. chissenefrega.
piuttosto faccio due lingue in più." Vale in buona parte il discorso fatto
qui sopra, ma aggiungo che più di qualcuno si pente di questa scelta e
soprattutto: SE NON VOLETE FARE GRECO, ANDATE ALLO SCIENTIFICO!
Quello che sa che non si fa un cazzo e ci va per quello: "Massì,
massì...ci penserò dopo cosa fare...intanto penso a fare meno fatica
possibile..." La stragrande maggioranza. Il popolo bue. L'ochlos, per chi
sa di greco. Gente da disprezzare e che influenza il giudizio anche sulle altre
persone che vanno al linguistico.
Teniamo presente che sono soprattutto donne, come quelle di inizio post,
ad andare al linguistico (in tre terze si hanno i maschi di una classe del
classico, che comunque sono pochi) e cerchiamo di dare una risposta alla
seguente domanda:
CHE CAZZO C'E' DA RIDERE NELLA PAROLA "cerealicoltura"?