domenica, 25 giugno 2006
Scritto dal lunatico Zagherro alle 21:10

La stazione di Mestre cambia aspetto con il caldo. E' molto meno popolata e la gente che c'è è insolitamente rilassata e tranquilla. Sono tutti vacanzieri. D'altronde è quasi Luglio ed è giusto che anche il ricco Nord-est si conceda la sua settimana al mare, in montagna, o a sparare agli immigrati. Quando transito per la capitale ferroviaria d'Italia d'inverno, incontro soprattutto studenti, pendolari e lavoratori che stanno andando a qualche stage o congresso; tutti formali, tutti coperti, tutti incazzati. Tranne gli studenti, naturalmente: gli studenti sono sempre gai e rilassati, un po' perché è così, un po' perché sono in maggioranza veneti campagnoli e quindi solitamente ridono per qualsiasi cagata. La stazione di Mestre, dunque, è pressoché deserta. Deserta rispetto a quanto è affollata di solito, certo la desolazione di Trieste c.le non è nemmeno da portarsi a confronto e credo che nessuna stazione possa competere con quella della mia città natale in questo senso. Bologna è invece tanto affollata quanto Mestre non lo è. Lo sparuto gruppetto di crucchi sandalo con calzino di Mestre, nel capoluogo emiliano è un'orda incazzatissima di giovani interrail spagnoli, inglesi, nordici (nel senso di molto nordici, cioè scandinavi o simili) e molti altri, che arrivano a Bologna e poi si smistano verso le mille meraviglie del Bel Paese ove il sì suona. Cozzeranno contro mille ostacoli e molti di loro già lo sanno per averlo appurato: trenitalia su tutti. Non è tuttavia necessario partire zaino in spalla e percorrere migliaia di chilometri per provare il brivido dell'avventura, dell'impresa. Ecco un facile esempio:

 

Partenza: San Vitale 4.

Arrivo: stazione di Bologna centrale

Tragitto: via dell'inferno, piazzetta Marco Biagi, Piazza San Martino, via Oberdan, via Alessandrini, Piazza VIII Agosto, via Indipendenza.

Distanza: saranno un po' meno di 2km.

 

Primo ostacolo: il caldo. Alle 11 e un quarto di mattina ci saranno più di 30 gradi all'ombra e mi tengo stretto.

Secondo ostacolo: il bagaglio peserà, anche qui mi tengo stretto, 15 chili.

Terzo ostacolo: in piazzetta Marco Biagi realizzi che hai lasciato a casa l'iPod che avevi appositamente messo a caricare la notte prima, svegliandoti ogni venti minuti per paura di essertene dimenticato.

Quarto Ostacolo: i bagagli cominciano davvero a pesare e fa sempre più caldo. Forse la doccia gelida fatta prima di uscire ha peggiorato le cose anziché migliorarle.

Quinto ostacolo: ti eri dimenticato che è sabato e quindi in piazza VIII Agosto c'è il mercato, che sembra oltretutto più esteso, più fitto e più affollato del solito. Ti devi quindi esibire in un dribbling di: bancarelle, bancarellanti, acquirenti, cani, paletti antiparcheggio, paletti apparentemente ingiustificati (ma che sono ovviamente fittissimi), camion guidati da pluripregiudicadi, autobus guidati da plurincensurati (ma incazzati per via del traffico), automobili parcheggiate con un criterio da pagina 1 della teoria del caos, biciclette, cicliste in minigonna (che tuttavia hanno il loro bel perché), pattinatori e innocenti pedoni che però sono più o meno nel tuo stesso stato d'animo, cioè incazzati e frettolosi.

Sesto ostacolo (il mostro finale): trenitalia. La stazione è affollatissima, le macchinette automatiche dove di solito c'è poca gente sono fuori servizio, dopo 10 minuti di coda a una di quelle affollate, questa rifiuta la carta di credito: pensi che sia colpa di quello specifico apparecchio e così fai altri 10 minuti di coda davanti a un altra macchinetta, durante i quali ti laceri l'animo pensando che potresti cambiare fila in cerca di una più rapida o addirittura andare allo sportello veloce; purtroppo lo fai, quando era rimasta solo una persona davanti a te, ma prima di arrivarci cambi di nuovo idea e quindi finisci per rimbalzare come una pallottola impazzita, mentre l'ausiliaria giubbottocatarifrangentemunita (chissà mai che un'auto la investa nell'atrio della stazione) si guarda intorno pallida e spaventata camminando lentamente all'indietro verso l'uscita, dallo sportello alla macchinetta, dalla macchinetta a un'altra macchinetta, dall'altra macchinetta all'edicola (in attesa di decidere cosa fare tanto vale leggere qualcosa), dall'edicola allo sportello, dallo sportello al tabaccaio (ti sei già fumato 5 pacchetti di Marlboro rosse da quando sei uscito di casa e agli ultimi due hai strappato via il filtro a morsi), dal tabaccaio definitivamente a una macchinetta, che però riufiuta a sua volta la carta di credito e quindi decidi di comprare il biglietto in contanti da un marocchino che passa di lì per caso e ha già tentato ripetutamente di fregarti il portafogli. Naturalmente, mentre facevi tutto questo, l'orario del tuo treno è abbondantemente passato, ma, per fortuna, trenitalia ha una certa coerenza intrinseca per cui il treno parte con 15 minuti di ritardo.


commenti (7)?

Autoreferenzialmente
Mi hanno visto in *loading* e non ho un alibi.

"...je ne regrette rien"
oggi
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004

Una maldobria è per sempre.
-Omo, la me ciami un brum.
-Ma mi son ammiraglio de marina de guera!
-Bon: alora la me ciami la Viribus Unitis! "Rufen Sie die Viribus Unitis!"

links
Arthurcravan
Clebbino
GIOPOPE
InutileG
LamerdA
Noazemi
ohmygod
Paranoiko
prap
schlomele
shelby-k
simons
slinchogled
spritz_bianco
toso
vascodegama


credits
template creato da Irene // distribuito qui e qui