Ohibò, ohìbo: scrivo di attualità.
Il tifoso della Lazio morto stamattina e bla bla bla.
Mi domando che cosa ci sia ancora da discutere. E' assolutamente fondamentale che tutti noi impariamo a ottimizzare al massimo la tendenza mediatica di questi ultimi tempi. Ci si profila una settimana molto densa di informazioni, teorie, dettagli, ricostruzioni, interviste, dibattiti ed epesegesi varie del vangelo secondo: Clemente Mimun, Carlo Rossella, Giuliano Ferrara, Michele Santoro, Bruno Vespa, Maurizio Mosca, Aldo Biscardi, Enrico Mentana, Gad Lerner, 'il nano', 'la ballerina', 'l'alieno', 'l'infedele', 'il caso umano', 'quello che ha perso le gambe sul lavoro ma ora ha ritrovato la voglia di vivere grazie a delle protesi in carbonio stile tenente daaan e quindi sa cosa significa soffrire'. E inoltre ci sarà un servizio delle Iene che ci farà riflettere con il gergo giusto per noi gggiovani e ci farà anche pensare che quelli che sembravano i cattivi magari sono i buoni e, forse forse, viceversa. Immancabile l'intervento estemporaneo di Benigni ché fa tanto ridere.
Nella prima metà della seconda settimana ci sarà il crollo: un servizietto nella seconda parte di ogni TG, Vespa e Mentana cominceranno a trattare il prossimo morto tragico (battere il ferro finché è caldo, si dice) e fine della fiaba. Nella seconda parte della seconda settimana saranno superstiti solo la puntata di "Primo piano" del TG3 -essendo quelli del tg3 sfigati per definizione, trattano ancora gli argomenti che le altre trasmissioni considerano oramai sfigati- e qualche spezzone amatoriale dentro a "Blob" del Giovedì.
Nella terza settimana, più nulla. Oblio mediatico totale dell'avvenimento.
Ora, quello che voglio dire è: se tanto fra tre settimane non ci verrà più detto nulla in proposito a quanto successo oggi, non dovremmo occuparcene neanche adesso, quindi sotto con la prossima notizia. Non c'è mica tempo da perdere coi poliziotti che sparano ai piccioni in autostrada e -sfiga!- pigliano il dente d'oro della bestia, il proiettile rimbalza e va a finire nella testa di un raro caso di personalità doppia facinoroso-ultras / bravissimo-amantissimo della vitissima.
Morto un morto, se ne fa un altro.