Benvenuti nel medioevo.
Fosse per me, abolirei pure la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico. Primo perché non inaugura proprio nulla e secondo perché è l'ennesima occasione in cui persone lontane dalla realtà possono ritirarsi fra loro ed esprimere palesemente la loro inutilità, avendo il risalto mediatico di tutto il nostro povero Paesello terzomondista. Come se non bastasse, in questa particolare occasione, questi personaggi indossano mantelli damascati bordati di ermellino, a rievocare non si sa quale estetica, se non quella medioevale più pacchiana. Parlo di medioevo non a caso, poiché non c'è un altro periodo che mi sorga alla mente, in cui al dolce Cristo in terra sia data tanta importanza quanta gliene viene data oggi. S'è chiesto che il Papa non andasse a tenere una lectio magistralis durante la cerimonia di inaugurazione, s'è discusso, s'è fatto rumore. Alla fine il capo dei cattolici ha acconsentito alla richiesta e se n'è rimasto a casa sua, capendo meglio di quanti gli si erano opposti quale fosse la decisione da prendere. Mentre si scalda le babbucce di foca davanti al caminetto, prigioniero fra quattro mura di marmo di Carrara, il discorso che avrebbe tenuto col suo accento da Gauleiter nell'aula magna dell'Università La Sapienza, circola in forma scritta, come un pamphlet illuminista clandestino, mostrando la propria forza, a scapito di quei quattro fessi che ancora si arrabbiano se qualcuno dice che la Terra sta al centro dell'universo, là dove l'ha messa Dio Padre (che nel frattempo dove stava non si sa). Signori, sveglia: la Chiesa è così. Già si basa su un postulato -in quanto tale indimostrabile- comune a tutti i monoteismi e -teisimi in generale, già si fonda sui precetti di un uomo la cui esistenza è dimostrabile tanto quanto quella del minotauro o di cappuccetto rosso. Voi pretendete che rinneghi le posizioni su cui si è mantenuta stabile per milleseicento anni a scapito di qualche scopertuccia recente. A mio modo di vedere, la Chiesa conosce il valore di un concetto-atteggiamento che pochi oggi tengono in conto e ancor meno mettono in pratica: la coerenza. E' questa la forza del Papa: se volete una figura sui cui poter contare, che sapete non cambierà la sua idea e le logiche che la sostengono, guardate al Papa, indifferentemente quale. Da Bonifacio VIII (fondatore dell'Università La Sapienza) ad oggi, pochissimo è cambiato negli atteggiamenti della Chiesa, siamo noi che siamo cambiati. Abbiamo avuto la forza di fregarcene rispettosamente del Papa e di avere una legge che permette di divorziare, un'altra che permette di abortire e siamo arrivati a tanto così dal regolarizzare legislativamente le coppie omosessuali. Quasi. Il problema di questo Paese non è la Chiesa o il Papa, è quanto e come la gente (sì: anche tu, io, tutti quanti) guarda alla Chiesa e al Papa. Di questi tempi, che definire brutti mi pare eufemistico, posso benissimo capire, anche se non condividere, che la gente stia a sentire più volentieri le parole del papa che non quelle di un topo gigio-Veltroni, che si sbugiarda da solo ogni quattro parole. Proprio Uolter, oggi, ha espresso il suo rammarico per quanto accaduto. Ha fatto un largo uso dell' Auctoritas, ha tirato in ballo addirittura il fascismo per ricordare quanto sia importante la libertà di espressione e quanto ci si accorga della sua importanza quando questa manca. Ha detto che la speranza di quelli che hanno vissuto quel ventennio era rivolta ai giovani, per far capire ai giovani di oggi quanto stiano sbagliando. S'è dimenticato, io credo, che quei giovani erano quelli della sua generazione, che sono i padri di quelli della mia, che ci hanno portato alla situazione attuale, ivi ovviamente compresa la protesta contro il Papa. Ha predicato la pace, contro l'intolleranza di quelli come Tarek-Aziz, cui lui non volle, paladino delle democrazie, stringere la mano. Dov'eri, Uolter, quando i carri armati sovietici entravano a Praga e tu avevi la tessera del P.C.I.? Non con quelli che protestavano, altrimenti non saresti oggi segretario del P.D. E che cosa mi dici della libertà di espressione che tanto invochi, quando metti un cordone di sbirri attorno all'università, che fa entrare quelli di CL e lascia fuori Azione Giovani e le Sinistre Universitarie? ... Ha parlato anche Mussi, ministro dell'università e della ricerca. S'è indignato anche lui e poi ha pianto la mancanza di fondi dedicati alla Scienza in Italia. Ma, Baffo-bello, chi li deve procacciare quei soldi? Aspetta: tu. E allora perché non stai a casa e lasci i cento e passa mila Euro annui del tuo stipendo a un qualche progetto di ricerca?
La coerenza...
Nel 1300, Dante se la prendeva con Bonifacio VIII, oggi se la prendono con Benedetto XVI gli scienziati. In mezzo ci sono stati il Rinascimento, l'Illuminismo, l'Unità d'Italia, Porta Pia, due Guerre Mondiali, il fascismo e tutta la prima repubblica. In Italia, non se n'è accorto nessuno. Guardiamo avanti, per piacere. Posso ben capire che l'attenzione che di questi tempi viene tributata al Papa può spaventare in quanto indice della situazione attuale, ma non è aiutando il fronte conservatore del potere a ricompattarsi che si migliora la situazione.
Alternative all'altezza cercansi. Astenersi politicanti di mestiere.