Chi è che non si ricorda di quando c'erano le linee a 56k? Quelle che facevano il caratteristico "rumore di modem", compresi il suono della composizione del numero e quel fastidiosissimo brusio stridente alla fine. E poi si chiamavano 56k, ma quando scaricavi a 6k al secondo facevi festa e UN MEGA pareva una quantità di dati immensa. Per scaricare i film dovevi stare connesso minimo una settimana ventiquattr'ore su ventiquattro con conseguente bolletta del telefono tipo sosta su parco della vittoria -con quattro alberghi. Già: perché la mitica 56k teneva pure il telefono occupato. Anzi: era una telefonata vera e propria.
Poi venne l'ISDN, che fu come passare dalla serie C alla serie B: grosse aspettative e poi un anonimo campionato di metà classifica. Si andava più veloce -è vero- però 10k al secondo, come velocità di download, erano ancora troppo pochi per i ritmi frenetici della vita, sempre più incalzanti. Comunque all'inizio non fu male: il telefono era libero grazie alla doppia linea telefonica, i rumori -se la memoria non mi inganna- erano almeno attenuati rispetto ai sinistri vagiti del 56k, che poi diventarono la sigla del TGRegionale, prendendo il posto di un altrettanto inspiegabile "Così parlò Zarathustra" di Strauss. Quella dell'inizio di "2001: Odissea nello spazio", per capirci. Oltretutto, assieme all'acquisizione dell'ISDN, la gente conobbe anche l'opzione flat, che permetteva di pagare un canone mensile fisso per la connessione a internet. Qualcosa iniziava a muoversi...
La prima ADSL fu quasi un orgasmo. Trenta, QUARANTA kilobyte al secondo erano una goduria da rimanere a fissare il monitor come rimbecilliti. La flat era a canone relativamente contenuto e il telefono perennemente libero, senza doppia linea. A meno che uno non sia furbo come il mio papà, che ancora oggi ha in casa sia la centralina ISDN per la doppia linea, che quella per l'ADSL. Quindi, può stare connesso a internet e parlare al telefono con du persone diverse. Figata.
Un bel giorno, si sono cominciate a vedere le strade delle città sventrate e ricucite con dentro i cavi della fibra ottica. E crediamo di avere svoltato. E' vero, ma quello che io penso è che se noi dicessimo tra vent'anni quello che diciamo oggi, ci sembrerà di aver creduto di viaggiare in ferrari, mentre in realtà andavamo in 500. E tra trent'anni, io credo, saremo visti come noi ora vediamo i pionieri dell'automobile, su quelle bislacche carrette col volante che sporge e le ruote enormi, in mezzo alle carrozze a cavalli e alla puzza delle loro merde.
Però noi c'eravamo, al tempo della Rivoluzione di Internet.