giovedì, 29 aprile 2004
Allora iniziamo a raccomtare quest'esperienza taurinensis (premesso che oggi non sono andato a scuola). Lunedì arrivo e già cazzi per capire dove stava l'albergo e per riuscire a trasportare un tubo di 2 metri e mezzo fino in teatro (che nemmeno sapevamo collocare con precisione). Si opta per un pranzo in pizzeria (che faceva pizze minuscole ma tanto io avevo il mio paninone e non ho ceduto prezioso denaro ai ladruncoli) e poi Enea e la scenografia, io, Tibby e Giulio Alessandrini ci dirigiamo in Taxi in teatro. Qui incontriamo una grande protagonista della nostra permanenza a Torino: la proprietaria del teatro. Una donna nana, brutta, con capelli corti e grigi e delle scarpe da ginnastica color oro che inveisce su di noi, sul fatto che non possiamo entrare perché c'è uno spettacolo in corso e sul nostro tubo di 2 metrie mezzo...palle! Comunque ce la facciamo e aspettiamo gli altri (che hanno portato i bagagli in albergo) guardando una turandot indegna, dopodichè ci viene liberato il teatro e abbiamo modo di provare nonappena siamo tutti e di montare le scenografie, testare le luci, i suoni ecc...a cena in un ristorante cinese non molto buono ma abbastanza economico e poi nanna in albergo. Piccola digressione sul viaggio: Enea si è subito avvolto nella sua tunica rossa e si è messo la corona di edera in testa, cominciando a declamare "vorreste sapere chi sono?..." e "io sono il lare domestico di questo vagone già da molto tempo: da Monfalcone e pure da Trieste!...". Molte persone che salivano continuavano a chiedergli se fosse un laureato o un laureando...un'ultim cosa per questo primo assagio: Stafila! la ragazza di 4E che ha sostituito la buona Bruna in questo ruolo si è presentata dicendo come prima cosa di essere parente di Umberto Bossi. Da questo sono scaturite una serie di conseguenze inevitabili quali i soprannomi Umbertina, Celodurista o domande del tipo: "Ma ce l'hai duro?" dopodichè si è passati a supposizioni tipo che bevesse solo acqua del Po o ancora il soprannome di Monvisa (opera di Tibby). Sulla base di questi fatti, abbiamo passato tutti i tre giorni a dire (anche basandoci sul rinomato potere della comunità ebraica) di avercelo duro e circonciso...